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e strade difficili possono portare a destinazioni meravigliose

la Frejus nacque come risposta alle crescente domanda di biciclette in Italia all’inizio del xx secolo

"Il paradiso in terra non esiste, ma chi va in bicicletta ci arriverà comunque." – Parrini

L
e strade difficili possono portare a destinazioni meravigliose

la Frejus nacque come risposta alle crescente domanda di biciclette in Italia all’inizio del xx secolo


Tra le invenzioni originali che oggi possiamo ancora ammirare sulle sue biciclette c’è il particolarissimo sistema di fissaggio al tubo orizzontale del cavo freno posteriore, realizzato con speciali asole in acciaio saldate al tubo che fermano una molla in alluminio per bloccare la guaina.





Fù probabilmente il primo a saldare il deragliatore anteriore direttamente al telaio oltre a creare il bloccaggio delle pinze freno all’interno del telaio senza bullone, prototipi ripresi nello stesso periodo e in modo leggermente diverso, anche da Marastoni e successivamente presenti nei primi modelli costruiti per Luciano Paletti.








La maggior parte dei telai sono costruiti con la scatola del movimento centrale realizzata da Giusppe Pelà. cit Frameteller




Collezione privata


“L’automobile, lusso di pochi, invade troppo le strade, impolverando i volti dei ciclisti in sudore”
Giovanni Maino 5 aprile 1923 sul quotidiano sportivo



In campo sportivo la Maino fu sempre in primo piano con le sue biciclette grigie : Gerbi, Cuniolo, Oriani, Bordin, Torricelli, Girardengo, Guerra, Negrini.





L’introduzione della forcella a foderi dritti rappresenta un momento importante nella produzione di bici Colnago. Intuizione che ha determinato un cambiamento profondo ed epocale nell’industria del ciclismo

I colpi di genio sono imprevedibili. La storia della forcella Precisa è tra questi. Siamo nel 1988, le forcelle che equipaggiano le bici di Ernesto Colnago, e tutte le altre nel mondo, hanno foderi curvi. Sono così da tradizione, da sempre. È un fatto consolidato che mai nessun costruttore di due ruote ha mai osato modificare. Vanno bene, sembrano perfette, sono leggere e non hanno difetti rilevanti.










Giovanni Maino il 5 aprile 1923 disse, “Quello della bicicletta è uno degli sport più sani, purtroppo, corre il pericolo di essere dimenticato”
















“Gli altri telaisti di Reggio dicevano di me che ero un frate per tutto il tempo che rimanevo chino su un solo telaio, e che non mi sarei mai fatto i soldi… A me interessava fare bene il mio lavoro!” erano le parole del grande Licinio
collezione privata
sono salito verso il colle di Tenda con la mia Frejus .
Vengo a conoscenza attraverso un giornale locale di una guida del 1866 di John Ball
” The Western Alps ” beh , mi sembra che non ci siamo allontanati di molto da quel periodo


guarnitura corsa alleggerita


leve freno corsa in alluminio a fascetta fine anni 30 inizio anni 40

in attesa di restauro conservativo presento una corsa
Ganna del 1951




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