Olympia corsa super competizione 1969/71

augusto Daniele, ha costruito il modello Competizione, equipaggiato con i migliori componenti Campagnolo.

Il telaio Olympia

presentava un’accurata limatura delle alette, un’eccellente lavorazione a torcia, una geometria corta e verticale, e una varietà di tagli del movimento centrale. Visivamente, era conosciuto per i lunghi tappi di tenuta della sella concavi e cromati.

I tre modelli di punta (Comp, Special Piuma & Sprint Junior) avevano un’insolita e fragile finitura perlata.

A differenza delle finiture moderne, utilizzava l’estratto naturale di perla, come si trova nello smalto per unghie, al posto dei fiocchi di metallo o di mica.

le biciclette da corsa Olympia erano di un bianco antico fino ai primi anni ’70, poi sotto la perla sono stati usati altri colori di base (giallo, rame, blu e forse altri)”.

La bicicletta fu un successo immediato, e negli anni ’70 la fabbrica di Olympia produceva circa 20.000 biciclette all’anno. eureka.bike

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collezione privata

Olympia corsa 1930 mod. giro di Francia

se ne contano pochissime in Italia

LA STORIA DI CICLI OLYMPIA

È il 1893 e a Milano, vicino a porta romana, Carlo Borghi fonda Olympia. All’inizio non solo bici, anche motocicli, poi, è al ciclismo che Borghi dedica passione edenergie. Con le maglie Olympia, bianche con fascia nera, Enrico Mollo, arriva secondo al giro d’Italia (1940) e pietro Chiappini vince una Milano- Torino (1941). 

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Patelli corsa titanium 1975

deragliatore

PATELLI “TITANIUM” 1975
top di gamma nella metà degli anni ’70 di Umberto Patelli, era disponibile in colore bronzo e oro. Il nome “Titanium” non è riferito al telaio ma ai componenti in titanio, mentre i tubi sono in acciaio Columbus SL. Questo telaio in particolare è uno dei più belli e rifiniti nei dettagli tra quelli saldati da Luigi Patelli, particolare molto raro nei suoi telai è la scelta delle congiunzioni sono Georg Fisher, rese famose in Italia da Cino Cinelli.
Il gruppo è Campagnolo Super e Nuovo Record con viteria e perni in titanio.
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Marastoni corsa 1971

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Licinio Marastoni – sebbene meno famoso di altri telaisti italiani di fama mondiale come ad esempio Masi o De Rosa – può sicuramente essere annoverato nel Gotha degli artigiani che hanno fatto la storia della bicicletta.

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Le sue biciclette sono apprezzate dai collezionisti di tutto il mondo ed esistono diversi fan club a lui dedicati negli Stati Uniti ed in Giappone.

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Licinio è da considerare non un semplice telaista, ma un vero e proprio sarto della bicicletta. Curava ogni dettaglio maniacalmente, dalla posizione del ciclista in sella, all’aspetto estetico e funzionale dei suoi telai.

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bici corsa – Brambilla anni 50 –

poca luce , poco spazio , gelosamente custodita ,  per farla uscire………… la  macchina fotografica

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Brambilla di Gallarate

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pedivella Magistroni a 6 raggi e corone simplex

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pipa manubrio in ferro anni 50

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