leve cambio CAMPAGNOLO a fascetta in bronzo 1951

IMG_5956

IMG_5957

C aperta e C chiusa: gli shifters Campagnolo

Le levette di frizione Campagnolo possono essere considerate una delle icone che caratterizzarono e distinsero maggiormente  il marchio Vicentino. Infatti si mantenne il design per circa trent’ anni, dal cambio Gran Sport al Super Record, dal 1950 alla fine degli anni ’80, limitando al minimo i cambiamenti. Proprio grazie a questi lievi e a volte quasi impercettibili cambiamenti, si può datare con buona approssimazione le levette.

Principalmente Possiamo dividerle in due macrogruppi: Il primo caratterizzato dalla C di Campagnolo “aperta” , antecedente al 1958 e il secondo contraddistinto dalla C “chiusa”.

OPEN C SHIFTERS (1951-1958)

Distinguiamo 5 versioni di comandi a frizione a “C aperta”: 2 in bronzo cromato e 3 di alluminio.

  • Nel 1951 esce la prima versione, in bronzo cromato (come il cambio Record) e risulta essere più slanciata (e spesso anche curva) rispetto alle edizioni in alluminio. Il passaggio del filo è centrale e la fascetta di serraggio al telaio è piatta ed è caratterizzata dal logo alato posto sopra la scritta “CAMPAGNOLO”. Questa edizione è contraddistinta dalle altre per il fissaggio della levetta: la piastra di supporto ha solo una piccola sporgenza in cui si va ad incastrare un perno di chiusura che è serrato con una vite a testa esagonale al collarino, e in cui sono infilate una rondella in ottone (il cui spessore radiale è molto piccolo e che permette lo scorrimento del comando) e la levetta stessa. Il movimento di quest’ultima è dovuto alla presenza di una scanalatura più larga  per circa un quarto di circonferenza in cui il sistema ‘perno-sporgenza della piastra’  riesce a a scorrere, per poi bloccarsi appena la scanalatura si restringe.
    • La versione del 1952, la seconda e ultima in bronzo cromato, nonostante mantenga la forma della levetta della prima edizione, è molto innovativa: infatti viene rivoluzionato il sistema di installazione delle levette alla fascetta e di conseguenza il corpo cilindrico di base è più ingombrante e il passaggio del filo risulta essere leggermente spostato. Questo sistema verrà mantenuto per tutte le edizioni successive e prevede il perno, su cui ruota la levetta (ora senza la scanalatura), direttamente pressato alla fascetta con una rondella di frizione,sempre in ottone fra la levetta e un “coperchietto” (come viene chiamato nei cataloghi stessi), il tutto tenuto insieme dalla vite ad intaglio.
  • Sul finire del 1952 viene presentata la terza edizione, non più in bronzo cromato ma in alluminiocontraddistinta dalle bozzette presenti negli spazi fra le lettere (“pustolette”); cambia leggermente anche la forma. In questa edizione la piastra di supporto è colore argento e la fascetta di serraggio al telaio è ancora piatta ma viene cambiato il logo, introducendo la scritta in corsivo “Campagnolo” davanti ad un globo. La vite, ancora ad intaglio, si va a chiudere con un dado esagonale che stringe la fascetta.
  • Dal 1953 scompaiono le bozzette fra le lettere e nella fascetta, chiusa da una vite a colletto, vengono cambiate le estremità, ora rivolte verso l’esterno mentre viene mantenuto il logo. Le piastre di supporto diventano nere mentre per il serraggio delle levette alla fascetta vengono mantenute le viti ad intaglio, anche se vengono introdotte le viti a D come variante.
  • Verso la fine del 1953 esce la terza edizione in alluminio che può essere considerata una variante della seconda, in quanto si differenzia da quest’ultima solo per la mancanza della l tortuosa nella scritta “Campagnolo” sulla fascetta.

Dal 1958 i comandi a frizione sono contraddistinte dalla “C chiusa”. Possiamo avere due diverse versioni:CLOSE C SHIFTERS(1958-1985)

    • La prima, introdotta nel 1958, ha un design molto simile alle levette precedenti e mantiene le scritte “VICENZA” e “ITALY”. L’unica differenza con l’edizione precedente è, appunto, la “C chiusa”.  Le piastre di supporto erano inizialmente nere ma verso la fine degli anni ’70 divennero cromate, in concomitanza con la rimozione delle guide dei cavi, inizialmente previste.
    • La seconda introdotta nei primi anni ’80 per i gruppi Nuovo e Super Record, ottenuta sempre tramite brasatura,  è caratterizzata dalla sola scritta “PATENT CAMPAGNOLO”, ora ad incasso su una superficie liscia. Di questa versione esistono alcune varianti:
      • In alcuni casi, al posto dell’usuale “patent Campagnolo” sulla vite a D (nominata “adjusting wing nut” con il codice 604-1), è presente una C in un rombo (nominata “adjusting screw” col codice 604); non si conosce quasi nulla sui motivi di questa soluzione però essa compare nel catalogo 18 del 1985 come alternativa alla vite a D classica e diventerà un simbolo tipico della produzione C-Record.
      •  Per pochi anni, dall’1983 al 1985 si produssero anche dei comandi con retro-frizione Simplex  mascherati da normali leve di frizione. Il loro costo era decisamente più alto al tempo, ma poiché non erano eleganti come i comandi C-record, non riscossero un particolare successo e la loro produzione terminò presto.

Dopo 30 anni di onorato servizio, verso la metà degli anni ’80 con l’introduzione dei gruppi Victory e Triumphe  vennero accantonate in favore di un design più semplice e moderno. E’ incredibile come in una ditta in continuo divenire come Campagnolo, si sia deciso solo dopo così tanto tempo di cambiare la loro forma,  creando, di fatto, uno dei simboli del ciclismo passato.

fonte – RAGGI DI STORIA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *